Tatuaggio tra psiche e investigazioni

di Giulia De Filippi

Una breve introduzione all’analisi del tatuaggio –

Il tatuaggio, cosa ha rappresentato e rappresenta? Quali sono le possibili prospettive di analisi?

Nel vocabolario italiano alla voce ‘simbolo’ corrisponde la dicitura: “oggetto, individuo o altra cosa concreta che può sintetizzare ed evocare una realtà più vasta o un’entità astratta. Dal greco Symbolon, propriamente ‘segno di riconoscimento’ 

Il simbolo può essere definito sia in termini di collettività, che di individualità, il collettivo rappresenta una fede, una credenza o una passione condivisa da più individui. Il simbolo individuale, invece, rappresenta un’espressione del sé, sintetizza la propria storia o rievoca un’esperienza particolare di vita. Il simbolo è una rappresentazione, un messaggio, una comunicazione silente tra individui che condividono la stessa conoscenza del significato. E’ immediato e di impatto.

Il tatuaggio è comunemente definito come un simbolo e come un segno inciso sulla pelle in maniera indelebile, diventando un ‘segno di riconoscimento’ e un elemento di distinzione ‘che può sintetizzare ed evocare una realtà più vasta’.

Il tatuaggio può assumere una pluralità e una molteplicità di funzioni e avere una varietà di significati che vanno da quelli spirituali a quelli più trasgressivi o puramente decorativi.

Quando il tatuaggio diventa una sorta di amuleto, la sua funzione è di natura esorcizzante e viene usato per dominare problemi di natura fobica. Può avere anche una valenza commemorativa, propiziatoria o di tipo affettiva, descrivendo in questo caso legami di particolare intensità.

Può svolgere anche una semplice funzione estetica per l’abbellimento del proprio corpo o per coprire alcuni inestetismi. Mentre se si vuole indicare l’appartenenza a un gruppo o ad una gang diventa una funzione sociale, o psicoterapeutica laddove il soggetto usi il tatuaggio per veicolare e far emergere la propria personalità.

Negli ultimi anni, attraverso lo studio della ‘psicologia del tatuaggio’, si sono osservati aspetti della personalità dei soggetti che si imprimono simboli/segni sulla loro pelle.

Quando agiamo su parti del nostro corpo usando dell’inchiostro, in modo che lasci una traccia permanente sulla nostra pelle, le motivazioni sono sicuramente da ricercare nella psiche del soggetto, così come sono da ricercare le motivazioni nella scelta dei disegni e della zona del corpo su cui vengono fatti disegnare. L’obiettivo che si pone la psicologia del tatuaggio è quello di ricercare nell’inconscio ciò che il soggetto vuole comunicare e le ragioni che stanno dietro la scelta di tatuarsi possono essere molto complesse e profonde. Può rappresentare il superamento di un momento difficile, essere un mezzo per ricercare la propria identità o rappresentare un profondo desiderio di comunicazione.

La lettura del tatuaggio può essere anche interpretato negli ambiti della devianza, della psicopatologia e della criminalità e la psicologia del tatuaggio ne esamina sia le motivazioni che le considerazioni di carattere psicosociale.

In ambienti ‘ristretti’ quali il carcere, le persone sono sottoposte inevitabilmente ad una deprivazione ambientale che mortifica la personalità dell’individuo e certamente non lo fa crescere. In questi soggetti in regime carcerario i bisogni e le necessità sono diverse da chi vive in stato di libertà e per questo motivo l’esigenza di soddisfare le proprie richieste interiori, continuamente incalzate dall’ambiente e dalla convivenza forzata in cui si è costretti a vivere, spinge l’individuo ad una propria produzione di immagini non di facile interpretazione.

Il detenuto è sottoposto a notevoli stati di tensione emotiva sia interna che esterna, si sente privato contro la sua volontà del suo ambiente sociale e questo nella sua psiche genera una disperata ricerca di quei ricordi, di quelle immagini affettive e quelle simbologie che lo rassicurino, il tatuaggio può diventare quindi un mezzo di espressione e un proprio spazio di libertà assoluta.

Come segno di riconoscimento, il tatuaggio, può essere un utile strumento ai fini investigativi, permettendo il riconoscimento di criminali o vittime.

Recentemente il Centro Biometrico D’Eccellenza del FBI ( BCOE), ha valutato i tatuaggi come un ulteriore elemento di prova per l’identificazione dei soggetti. L’identificazione avviene tramite quello che prende il nome di ‘riconoscimento biometrico’ che consente la “digitalizzazione” di un corpo trasformandolo in un corpo virtuale e di memorizzare le sue caratteristiche in banche dati elettroniche.

La particolarità sta nel fatto che gli specialisti del BCOE stanno memorizzando nei database quei tratti soft biometrics che possono essere registrati anche senza la cooperazione del soggetto, come il colore della pelle, gli occhi, l’andatura, le modalità di scritture e anche i tatuaggi.

Ma perché i tatuaggi possono essere considerati un valido sistema identificativo?

È stato studiato che i pigmenti del disegno sono incorporati nella pelle ad una profondità tale che anche le gravi ustioni spesso non li possono distruggere, per questo tale tecnica si è rilevata particolarmente importante per l’identificazione delle vittime dei disastri naturali.

La metodologia di ricerca di un tatuaggio memorizzato nei database è incentrata sul contenuto dell’immagine usando tecnologie Content-Based Image Retrival (CBIR), che hanno l’obiettivo di recuperare le foto che siano il più fedeli possibile al oggetto ricercato.

Il funzionamento di questa tecnica si basa sull’estrazione dei punti chiave delle immagini utilizzando sofisticati algoritmi di corrispondenza scale-invariant feature transform (SIFT), i quali estraggono dall’immagine dei punti salienti per un riconoscimento affidabile.

La criticità del sistema sta nel fatto che nel caso vengano memorizzate o ricercate foto di bassa qualità con un basso contrasto o una vaghezza dell’immagine, il sistema degrada l’accuratezza dei risultati riportando in risposta molte false corrispondenze o falsi positivi. Questa è quella che più comunemente chiamiamo ‘ricerca inversa delle immagini’.

Quello che ci preme sottolineare è che stiamo assistendo alla nascita di due tipologie di database di immagini, uno controllato e gestito dalle Forze dell’Ordine e l’altro, Open Source, prodotto da noi attraverso il diffusissimo uso dei social network che stanno lentamente e in forma inarrestabile diventando dei vastissimi archivi di informazioni contenenti i nostri dati, in particolar modo foto, tra cui quelle di tatuaggi.

Potremmo chiamarli database automatizzati che si basano su tecniche di recupero dei file con software dedicati al riconoscimento automatico delle immagini e attraverso specifiche queries possono ricondurre a determinati soggetti.

Da un punto di vista investigativo le foto sono molto importanti perché nel momento in cui la “postiamo”, la inseriamo ‘liberamente’ nel web, la foto al di là dell’immagine stessa, ha al suo interno una serie di dati molto importanti, i cosiddetti metadati. Tra i più rilevanti ci sono i metadati EXIF che registrano diverse informazioni al momento dello scatto della foto, il modello e il produttore della fotocamera, la data, l’ora e la geo-localizzazione dell’immagine ( se attivo un collegamento al gps della fotocamera) etc.

Inoltre , le applicazioni social forniscono le informazioni di chi e di quando sono state inserite le foto ed un ulteriore elemento importante quali il suo indirizzo di accesso alla rete (IP).

Il tatuaggio è senza dubbio anche un potente mezzo di comunicazione e la sua evoluzione oggi ci porta a parlare di tatuaggi QR Code. Il Qr Code è una tipologia di codice che viene impiegata per memorizzare informazioni generalmente destinate ad essere lette da uno smartphone.

Questa tipologia di tatuaggio consiste nell’imprimere nella pelle uno di questi codici che creano un collegamento tra un tatuaggio e un indirizzo web e le uniche persone che vi accedono sono quelle che hanno il permesso. Il corpo umano diventa un perfetto e potente strumento di connessione per la fruizione di qualsiasi tipo di informazione e la particolarità sta nel fatto che mentre il tatuaggio (codice) non cambia, il contenuto del messaggio nel web si.

In ambito investigativo potrebbe essere utile non sottovalutare questa tecnica, ma approfondirne i potenziali utilizzi che potrebbero essere sviluppati in ambienti non leciti. Altrettanto importante sarebbe individuare quelle modalità tecniche e normative che consentano di rendere inutilizzabile tale mezzo di comunicazione.

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Tatuaggio analisi criminale breve articolo

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